Zohran Mamdani, gli scatti di Sinna Nasseri e la nascita di una nuova icona americana

Collaboratore del New York Times e Vogue ha raccontato con le immagini il backstage della campagna elettorale del candidato democratico  

di Lorenzo Arresta

Non sarà il fatto politico dell’anno, ma poco ci manca. La vittoria di Zohran Mamdani alle elezioni per il Sindaco di New York potrebbe consegnare alla storia americana un altro personaggio in grado di influenzare l’opinione pubblica nel prossimo decennio e di rappresentare l’alter ego (anche se non nelle urne, per la sua impossibilità a candidarsi alla Casa Bianca) di Donald Trump e del suo modello ormai, all’apparenza, dominante del mondo.

Musulmano, 34 anni, nato in Uganda, madre indiana, alle prime armi nella politica, con idee socialiste e un programma per la città che sembra uscito direttamente dal Novecento: mezzi di trasporto e asili gratuiti, affitti bloccati, drogherie municipalizzate e prezzi calmierati. A rendere speciale non è la proposta, ma il luogo. Non siamo infatti nel Nord Europa – da sempre patria del welfare state – ma a New York, la Grande Mela, il simbolo del capitalismo mondiale.

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foto di Sinna Nasseri tratta dal profilo Instragram @strange.victory

Tra le immagini che stanno circolando nel mondo ce ne sono alcune che meglio ci restituiscono il profilo personale e politico di questo astro nascente della politica americana. Sono le fotografie di Sinna Nasseri che ha affiancato Zohran Mamdani durante la sua campagna elettorale restituendo un profilo di candidato giovane e pop, dalla carta d’identità sorprendente da queste parti. Fra i suoi predecessori, il più giovane ad essere stato eletto fu Bill De Blasio, nel 2013 52enne, non proprio un ragazzo.  

Eccolo mangiare un trancio di pizza mentre si reca a un incontro o in metro tra i pendolari, fiduciosamente abbandonato nelle mani di un sapiente barbiere, coccolato affettuosamente dalla sua compagna Rama Duwaji, artista di origini siriane, oppure in un briefing serale con i più stretti collaboratori degustando cibo take-away. L’esatto contrario della comunicazione manichea proposta da Trump, un bianco nero con richiami novecenteschi e alla Dick Tracy. In tutte le immagini appare una figura nuova, sorridente, positiva. Non può che essere così, è fra i primi cittadini della Gen Z a ricoprire cariche così importanti.

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foto di Sinna Nasseri tratta dal profilo Instragram @strange.victory

Fotografo americano specializzato nei ritratti e nei reportage, Sinna Nasseri collabora con il New York Times e Vogue. Di origine iraniana, ma nato a Los Angeles, è stato un avvocato per la Lahtma & Watkins. Nel 2021, le fotografie di Nasseri di un raduno ‘Stop the Steal’ in Arizona sono state utilizzate nel secondo processo di impeachment nei confronti di Donald Trump. Una sua foto, in copertina sull’edizione americana di Vanity Fair di inizio settembre e nel reportage interno, aveva fatto conoscere al mondo Madmani dietro il titolo ‘The legend of Zohran’.

Sinna Nasseri
Copertina dell’edizione americana di Vanity Fair del 30 settembre 2025 di Sinna Nasseri

D’altronde non è un mistero che la comunicazione sia stato l’elemento trainante della campagna elettorale del candidato democratico. Nell’epoca delle immagini uno scatto ben calibrato può fare la differenza, specie se realizzato da un fuoriclasse come Nasseri. Ma uno più di ogni altro meriterebbe di entrare nell’iconografia dei nostri giorni: Mamdani, in un gioco di riflessi serale, viene immortalato da Nasseri in una posa solitaria e riflessiva, immerso nelle mille finestre dei grattacieli di New York. Uno scatto che meglio di altri restituisce la complessità e le responsabilità di un uomo sul quale già vengono riversate le aspettative dei liberal di mezzo mondo.

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foto di Sinna Nasseri tratta dal profilo Instragram @strange.victory

“Qualsiasi siano i premi che daranno per questo tipo di narrazione, meriti di vincerli tutti. Il tuo lavoro è letterario. Quella fotografia da sola è un libro”, scrive su Instagram Selema a commento dello scatto. Un libro ancora da scrivere, ma sicuramente già ben illustrato. Talmente ben illustrato che fra i detrattori qualcuno parla di un’operazione di pura immagine, senza contenuti, nel segno dei tempi che corrono. Il futuro ci dirà, nel luogo “dove ogni sogno può avverarsi”.

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