Non solo Gallinari, Bargnani, Bellinelli e Datome. L’Italia continua a conquistare i vertici dello sport mondiale e in particolare dell’NBA, l’empireo del basket. Ma ora non più ‘soltanto’ con gli atleti di fama internazionale ma anche esportando figure professionali in grado di fare la differenza in un mercato all’avanguardia come quello della palla a spicchi statunitense.
Sono diversi gli italiani presenti nel mondo NBA, a volte in ruoli chiave, anche se le loro storie sono meno note al grande pubblico. Uno dei più conosciuti è, forse, Matteo Zuretti, che dalla Stella Azzurra Roma ora ricopre, da quasi 10 anni, il ruolo di Chief Player Experience Officer nella NBPA, la National Basketball Players Association, il sindacato dei giocatori.
Ma degna di nota è anche la storia di Federico Pagliara che dallo scorso giugno è il Vice President of Global Partnership Sales dei Milwaukee Bucks. Un approdo prestigioso, dopo un percorso professionale di grande respiro internazionale, tra Europa e Stati Uniti, incentrato su una grande conoscenza di settori strategici come il marketing, le relazioni internazionali e l’innovazione digitale. Catanese di nascita, nel suo CV ci sono esperienze di altissimo profilo: responsabile delle Partnership dei Chicago Fire FC, club calcistico militante nella MLS fino a giugno 2025. Prima ancora si era occupato delle partnership della Lega Seria A nel Nord America. Ha co-fondato diverse realtà nel mondo dello sport business e vanta due master conseguiti nel Regno Unito.
‘Connecting Cultures Through Sport‘, si legge nel suo profilo Linkedin. Un vero e proprio manifesto di vita e profesisonale.
“Fare ‘sport business’ è diverso in qualsiasi zona geografica e poi lavorare in sport diversi comporta delle skills specifiche che non sempre sono trasferibili – ha raccontato in un’intervista a quartopostonews.it – Una delle grandi differenze che ho trovato è lo storytelling. Riuscire a trovare un vero brand alignment tra squadra/lega e possibili partner rimane sempre alla base di qualsiasi conversazione e nelle mie esperienze le “storie” raccontate sono sempre state diverse, ma con una cosa in mente: mettere il partner in primo piano senza snaturare quello che la squadra rappresenta”.
Una storia, la sua, che può rappresentare una grande fonte d’ispirazione, specie per le giovani generazioni. L’NBA è un mercato molto duro e competitivo ma può rappresentare anche una grande soddisfazione personale e professionale: “Sono molto orgoglioso di essere italiano! Ci sono ancora tante storie da scrivere qua negli Stati Uniti, e continuare a rappresentare ragazzi/e italiani che hanno il sogno di vivere l’American Dream nel mondo dello sport mi rende particolarmente fiero”. Da visionario ha poi aggiunto un consiglio per seguire il suo cammino, perché sognare si può, anzi si deve: “Ogni ragazzo/a ha i propri obiettivi/sogni e il percorso non è mai lineare per arrivare dove si vuole. Createvi la vostra strada fortunata e sfruttate le relazioni che avete coltivato negli anni, il percorso che ognuno di noi fa ci rende unici in quello che possiamo offrire per un datore di lavoro. Un consiglio pratico, usate LinkedIn, create un network vero di persone con cui scambiare opinioni e esperienze”.





