I visionari del 2025 – Il Governo australiano e il blocco dei social agli under 16

Può sembrare un controsenso premiare come visionaria una misura che introduce un divieto. Ma la decisione del Governo australiano di introdurre lo stop all’utilizzo dei social ai minori dei 16 anni è una scelta che guarda al futuro. Un futuro in cui l’uomo sarà in grado di un acquisire un approccio consapevole e responsabile alla tecnologia, traendo il massimo dei benefici per se stesso e per la comunità, ma riducendo al massimo i suoi potenziali effetti negativi.

Dal 10 dicembre piattaforme come Facebook, Instagram, TikTok, Youtube, Reddit e Kick sono inaccessibili agli under 16 e le stesse piattaforme rischiano fino a 50 milioni di multa. Un provvedimento che sta facendo proseliti nel mondo, anche nel vecchio continente. Pare che in Francia e in Italia siano allo studio proposte di legge in questa direzione. E’ notizia di queste ore che la Francia a gennaio discuterà il blocco dei social agli Under 15. Anche il Italia il Ministro Valditara e una proposta di FDI vanno in questa direzione. Il Parlamento europeo a novembre, con 483 voti favorevoli, 92 contrari e 86 astensioni, ha approvato una risoluzione, non vincolante, in cui “si esprimono forti preoccupazioni per la salute fisica e mentale dei minori” e si chiedono “maggiori tutele contro le strategie manipolative che possono accrescere la dipendenza e incidere negativamente sulla loro capacità di concentrarsi e interagire in modo sano con i contenuti digitali”.

Una tendenza comune nel mondo. D’altronde sono tanti gli studi scientifici che confermano i rischi del cellulare per lo sviluppo cognitivo dei pre-adolescenti. Qualche giorno fa il Corriere della Sera rendeva nota la ricerca di Barzilay, pubblicata su Pediatrics e basata sul progetto ABCD (Adolescent Brain and Cognitive Development) del National Institutes of Health, che ha analizzato i dati di oltre 10.500 bambini americani e nella quale si evidenziava che chi riceve il telefono a dodici anni invece che a tredici mostra un rischio superiore del 60% di sviluppare disturbi del sonno e del 40% di diventare obeso.

Comunque la si pensi resta un argomento molto controverso. E destinato a occupare il dibattito dei prossimi anni.

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