Il pubblico generalista lo ha conosciuto in occasione del tradizionale concerto di Capodanno di Vienna dove ha avuto modo di dirigere la Wiener Philharmoniker. Un’esibizione che non è passata inosservata per lo stile anticonformista e per la scelta del repertorio nel segno dell’innovazione.
Ma gli appassionati di musica conoscono bene Yannick Nézet-Séguin, uno dei più celebrati direttori d’orchestra, oggi alla direzione della Metropolitan Opera di New York, della Philadelphia Orchestra e dell’Orchestre Métropolitain di Montréal. Il Financial Times l’ha definito “il più grande generatore di energia sui palchi internazionali”. A Vienna ha fatto cantare i compassati musicisti d’orchestra, tra i più bravi e noti al mondo, e diretto il pubblico direttamente in sala durante la Marcia di Radetzky.
Tra i suoi obiettivi alla direzione delle istituzioni d’oltreoceano, c’è quello di aprire le porte a una nuova generazione di compositori, interessanti e finora sottovalutati, provenienti dall’Africa e dall’America Latina. Questo consentirà alla musica classica di raggiungere diversi tipi di pubblico, sostiene.
Di sicuro contribuirà a portare la musica classica nel nuovo millennio rompendo, con la sua energia e il suo carisma, le stanze e tradizionali liturgie che ancora oggi fanno percepire la musica classica e i suoi appassionati come una élite.





