Aka5ha - foto di Manuel Grazia

Da produttore a solista. La nuova vita di AKA5HA con l’album ‘rifiorirai’

Non è facile sentirsi a proprio agio in questo mondo, schiacciati fra i dolori che ci riserva la vita nella sua dimensione individuale e quotidiana e gli enormi stravolgimenti della Storia, che ormai fatichiamo a comprendere. Ma saper interpretare il vuoto e il dolore, senza rassegnarsi al torpore e all’inazione cercando invece una nuova luce, può essere la premessa per rinascere. Per rifiorire. 

E’ uscito il 7 novembre in digitale e in vinile Rifiorirai, il nuovo album di AKA5HA. 

Il disco è un nuovo capitolo discografico pubblicato da Tanca, sublabel di Trovarobato diretta artisticamente da IOSONOUNCANE, che ne firma anche la produzione – come già accaduto per l’acclamato Spira di Daniela Pes – questa volta insieme allo stesso AKA5HA. 

COVER RIFIORIRAI

L’album segna il compimento di un passaggio nel percorso dell’artista bolognese, da produttore per altri artisti di area urban/rap alla costruzione di un mondo musicale tutto suo dove il presente è un cantautorato elettronico dalle fondamenta pop e dall’animo introspettivo, con la voce come fulcro compositivo e la parola al centro, densa e magnetica, asciutta ed evocativa, per disegnare paesaggi sonori di rara profondità. 

Inverno ’96, Senza, Nell’aria, D’infanzia, Aia, Magia, Room ½, Ivi, Rituale e Rondine sono le dieci tracce in cui si articola Rifiorirai che – afferma AKA5HA alias Matteo Castaldini – racconta una rinascita non consolatoria, in cui l’idea di rifiorire non nega il dolore ma ci cresce dentro. Il disco parte dall’addio, attraversa lutto e spaesamento, sfiora la radicalità fino a decantare in una rarefazione lucida.  

Nel nuovo lavoro, giunto a tre anni di distanza dal precedente Incanto e disperazione, le coordinate sonore e i riferimenti – che fanno da mappa non da specchio – vanno dai Radiohead, comune denominatore di tutti gli ascolti di Matteo, a Moderat e Floating Points per l’architettura, la pulsazione, l’ampiezza, a Bon Iver per la relazione tra voce e trattamento digitale, e – naturalmente – IOSONOUNCANE. Rifiorirai diventa così un campo di forze attraversato da dualismi e tensioni contrapposte: malinconia e rabbia, parola e ritmica, acustico e digitale, melodia e dissonanze, pop e alt-rock, tutto tenuto insieme da un’attenzione quasi chirurgica al suono e da una scrittura che non rinuncia all’impatto emotivo: melodia e testo guidano la struttura, synth, campioni e strumenti acustici diventano architettura al servizio del racconto – come sottolinea lo stesso AKA5HA. 

FOTO AKA5HA 01 c Manuel Grazia
Aka5ha – foto di Manuel Grazia

La malinconia scorre in tutti i brani, e si esprime principalmente attraverso la voce e il canto, tra mancanza e caducità ma anche postura con cui ci si relaziona all’esistente. Da produttore tendevo a trattare la voce – aggiunge Matteo – come uno strumento in più. Con Jacopo (Iosonouncane), invece, l’abbiamo spogliata di tutto: riverberi, compressioni, autotune, ripresentarsi di melodie, dizione impaurita. Una volta tolto tutto, abbiamo capito cosa rimaneva forte nonostante la sua nudità, cosa le bastasse. E solo allora abbiamo reinserito degli effetti ma in modo consapevole e mirato. La rabbia, invece, è affidata alla ritmica, ora dritta e costante come l’incedere marziale di un esercito, ora più sfumata, libera e anarchica, quasi fosse incontrollata rabbia adolescenziale. 

Arpeggi di chitarre acustiche, suoni saturati, percussioni etniche, voci decostruite e ricostruite, campionamenti, musica concreta, elettronica acida, influenze folk disegnano canzoni dalle strutture poco convenzionali. Brani a volte claustrofobici, a volte liberatori, oscuri ma anche luminosi, nostalgici o meditativi, in cui trovano spazio desiderio e frustrazioni, abbandoni e amori lontani, ostinazione della (e alla) vita ma anche tempo sprecato, disillusione e sradicamento, smarrimento e sopravvivenza, ricordi d’infanzia e bisogno di cambiamento, identità in frantumi ma anche riscoperta della meraviglia. Trasformazione e rinascita. 

Rifiorirai è un’esperienza sonora e visiva, un album ma anche un cortometraggio intitolato Talea con la regia di Simone Peluso, giovane regista e filmaker bolognese che ha diretto videoclip e documentari per Post Malone, Måneskin, Blanco e molti altri.  
Il corto, la cui soundtrack è composta da frammenti estratti dall’album e che poi sfocia nell’ascolto del singolo Nell’aria, è disponibile fino alle 00.01 dell’8 novembre qui. 
 
Una collaborazione nata da una profonda amicizia tra i due e che per la prima volta prende forma nell’incontro attorno allo stesso tema legato proprio ai concetti di trasformazione e rinascita.  

Soprattutto rinascita, che nell’album emerge chiaramente in un brano centrale come Ivi, malinconico e al tempo stesso pieno di speranza, una speranza che nasce dentro la ferita, non malgrado la ferita: Quando il corpo muore, rifiorirai, rifiorirai, rifiorirai! Un concetto che è anche dietro l’artwork, curato da Alessandro Tucillo e Manuel Grazia: un albero maestoso che vola in un limbo color cielo, si avvolge in una spirale, per trasformarsi poi da secco a rigoglioso. Perché in fondo non è l’approdo ciò che conta ma il processo, il movimento. Quello che può liberarci dall’inazione e permetterci di rifiorire.  

AKA5HA nasce da padre bolognese e madre sarda e vive attualmente a Bologna. Pianista di formazione, il suo percorso artistico parte dalla produzione: anni a costruire brani per altri nell’area urban/rap, tra campioni, programmazioni, il lavoro sulla voce, quello tecnico in studio fino a mix e mastering. Nel 2022 fonda il collettivo artistico “Matching Criteria vol.1” e nello stesso anno arriva il debutto discografico con Incanto e Disperazione (2022, autoproduzione), primo confronto reale con l’autorialità: testi presenti ma ancora in dialogo serrato con il suono, una scrittura che preferisce trattare la voce come materia timbrica invece che come pura confessione. È il punto in cui il produttore decide di mettersi in prima linea, senza rinunciare alla sua ossessione per il dettaglio.  

Il presente nasce dal dialogo costante tra le influenze urban/rap nell’uso delle parole, nel flow, nella postura della voce e dell’autotune, nei synth digitali puliti; il mondo dell’elettronica, più acida, più sporca, più vicina anche a certi contesti techno; fino agli echi più folk, con grandi dinamiche, che spesso incollano i due mondi. Ne viene fuori un cantautorato elettronico a fuoco: la voce si sposta al centro ma resta intrecciata a una ricerca sonora precisa, dove sintetizzatori, campioni e strumenti acustici convivono in un equilibrio di densità controllata. Tra gli ascolti e i riferimenti, IOSONOUNCANE per la tensione autoriale e il colore elettronico; Moderat e Floating Points per l’architettura, la pulsazione e l’ampiezza; Bon Iver per la relazione tra voce e trattamento digitale; Aphex Twin per una sospensione più inorganica che organica; Radiohead come la band più ascoltata da AKA5HA negli ultimi anni.  

Foto di copertina di Manuel Grazia

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